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Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2021, n. 20633. Pres. Tirelli. Est. Marulli

Massime da Il Caso

La Suprema Corte di Cassazione accoglie il ricorso proposto dal fideiussore statuendo come sia principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità (Cass. Sez. III-IV, 03/12/2020, n. 27618; Cass., Sez. VI-I, 24/01/2020, n. 1666; Cass., Sez. VI-I, 16/01/2020, n. 742) che i requisiti soggettivi di applicabilità della disciplina legislativa consumeristica in relazione ad un contratto di fideiussione stipulato in favore di un professionista devono essere valutati con riferimento alle parti dello stesso e non già del distinto contratto principale.

Ne consegue, come chiarito dalla giurisprudenza comunitaria (Corte UE C-74/15 e C-534/15), che ove la prestazione di garanzia non si configuri come esercizio di un’attività professionale anche se resa da un professionista, non viene meno la qualità di consumatore del fideiussore e la fattispecie non si sottrae perciò all’applicazione della disciplina consumeristica ed in particolare all’applicazione del foro del consumatore ex art. 33, co. 2, lett. u) D.lgs. 209/2005. Ciò posto provvede ex art. 384, co. 2 c.p.c. a dichiarare la competenza territoriale e nel merito, a revocare il decreto ingiuntivo oggetto di opposizione con condanna di parte resistente al pagamento delle spese di lite

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