Pubblicato il: 28/09/2026

Lo stop ai compiti assegnati all'ultimo momento, attraverso il registro elettronico, è l'indicazione che il Ministero dell'Istruzione e del Merito intende ribadire con una nuova e apposita circolare. È stata annunciata in occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico. L'intuibile obiettivo è evitare che studenti e famiglie siano gravati dal compito di controllare il registro elettronico a sera inoltrata, per sapere se siano stati aggiunti nuovi compiti da svolgere per il mattino successivo.

L'istituzione di viale Trastevere ha spiegato che un precedente documento sul tema (nota MIM prot. n. 2443/2025) non sarebbe stato rispettato in modo uniforme dalle scuole e, quindi, ha annunciato un nuovo intervento. La volontà ministeriale è ribadire che le attività da svolgere a casa devono essere comunicate agli studenti durante la giornata scolastica, lasciando loro un tempo ragionevole per organizzare lo studio e le altre attività extrascolastiche.

Il registro elettronico non sarebbe eliminato né privato della sua funzione. La questione riguarda semplicemente modalità e tempi del suo utilizzo: secondo l'impostazione annunciata, non dovrebbe diventare il mezzo attraverso il quale comunicare nuove consegne all'ultimo momento, quando le lezioni sono ormai terminate da diverse ore.

Ma tra le indicazioni anticipate dal Ministero c'è anche la valorizzazione del diario cartaceo. I compiti dovrebbero essere dettati o comunque assegnati durante le lezioni e annotati dagli studenti sul proprio diario. La scelta ribadisce l'obiettivo di riportare l'organizzazione dello studio direttamente all'interno dell'attività scolastica, evitando che la programmazione dei compiti diventi troppo "elastica" e dipenda esclusivamente dalla consultazione serale delle piattaforme digitali. Peraltro, il diario – ricorda il Ministero – può rappresentare uno strumento attraverso il quale lo studente prende direttamente nota delle attività da svolgere, sviluppando progressivamente un maggior senso di responsabilità e autonomia nella gestione degli impegni.

La nuova circolare ministeriale dovrebbe riguardare altresì la programmazione delle prove di valutazione. La raccomandazione alle scuole è di evitare, per quanto possibile, la concentrazione di più verifiche e interrogazioni nella stessa giornata. La logica è la stessa appena vista: favorire la razionale distribuzione degli impegni scolastici in linea con un equilibrato esercizio del diritto allo studio. Una programmazione coordinata tra i docenti, nell'ambito del consiglio di classe, dovrebbe consentire agli studenti di prepararsi alle singole prove con più organizzazione, evitando che numerose attività valutative si sovrappongano con possibili ripercussioni sulla performance del singolo studente.

Nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e dell'autonomia didattica dei docenti di cui al D.P.R. n. 275/1999, alla base delle più recenti indicazioni ministeriali c'è anche una riflessione sull'uso degli strumenti digitali nella vita scolastica. Vero è che il registro elettronico ha semplificato la comunicazione tra scuola e famiglie, ma il suo utilizzo continuo può trasformare la consultazione delle comunicazioni in un'attività che prosegue anche al di fuori dell'orario scolastico.

Ma, tra le novità relative alla riorganizzazione della scuola annunciate dal Ministero, trovano spazio anche gli aggiornamenti sui programmi con maggiore attenzione a italiano, matematica e materie STEM, come pure la valorizzazione di carta, libro e penna nell'epoca dell'intelligenza artificiale e ulteriori interventi sulla vita scolastica.

Tra gli altri cambiamenti annunciati figurano la proposta di denominare "licei" anche gli istituti tecnici e professionali, interventi per l'integrazione degli studenti stranieri, il progetto AscoltaMI con sedute gratuite di psicologia online per studenti e lo stanziamento di circa 200 milioni di euro per l'intelligenza artificiale, anche per la formazione dei docenti e l'utilizzo di assistenti virtuali nella didattica.

Per quanto riguarda invece la Maturità 2027, il Ministero ha dichiarato che non sono previsti cambiamenti rispetto all'ultima riforma strutturale.


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