Pubblicato il: 20/10/2026

L’esenzione dal bollo auto per il 2027 è una delle novità fiscali più attese dagli automobilisti italiani, perché promette un risparmio concreto sul bilancio familiare. A introdurla è l’art. 2 del decreto legge n. 162/2026, che riserva il beneficio esclusivamente alle persone fisiche. In presenza dei requisiti previsti, la norma cancella per tutto il 2027 il pagamento della tassa automobilistica su un solo veicolo di proprietà, purché si tratti di un’auto a benzina o diesel, ibride comprese, con una potenza non superiore a 80 kW. Lo sconto vale anche per i motocicli, in questo caso senza alcun limite di potenza.
L’agevolazione riguarda tutti i versamenti con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Il principio di fondo è semplice: un veicolo esente per ogni persona. Proprio da questo limite, però, nascono i problemi quando la stessa vettura risulta intestata a più soggetti.
Facciamo subito un esempio concreto: un’auto da 75 kW è intestata al 50% a marito e moglie, e uno dei due possiede anche una seconda macchina, intestata solo a lui e anch’essa sotto gli 80 kW. Se la famiglia sfruttasse l’esenzione sull’auto comune, il beneficio si considererebbe "consumato" da entrambi i coniugi o da uno soltanto? E il marito potrebbe ottenere lo stop al bollo anche sulla seconda vettura?
Un solo veicolo per persona: come funziona la scelta
Per orientarsi bisogna partire dalle regole generali. Chi risulta proprietario di due auto entrambe sotto gli 80 kW non può decidere liberamente su quale applicare il vantaggio: l’esenzione scatta automaticamente su quella con la potenza più bassa. Lo stesso meccanismo vale per chi possiede più motocicli.
Ci sono poi i casi misti. Chi ha in garage una moto, di qualsiasi cilindrata, e un’auto sotto gli 80 kW vedrà applicato il beneficio sulla macchina. Chi invece possiede un’auto sopra gli 80 kW e una moto potrà ottenere l’esenzione sulla moto, visto che l’auto resterebbe comunque esclusa per superamento del limite di potenza.
Il vero nodo è che la norma non spiega in modo esplicito come trattare il limite di "un solo mezzo a persona" quando la proprietà è condivisa. A riconoscerlo è la stessa ACI, che nelle proprie FAQ dedicate all’esenzione 2027 segnala questo vuoto. Di conseguenza, non si può dare per scontato né che i comproprietari ottengano un doppio vantaggio, né che possano decidere tra loro come ripartire il beneficio.
Perché il caso resta aperto
Tornando al nostro quesito, le strade possibili sono due e portano a risultati molto diversi. Se l’auto in comune fosse considerata agevolata per entrambi i titolari, il marito avrebbe già "speso" la sua esenzione e sulla seconda vettura, intestata solo a lui, dovrebbe pagare regolarmente il bollo.
Se invece l’agevolazione potesse essere collegata soltanto alla moglie, il quadro cambierebbe: il marito resterebbe libero di applicare l’esonero all’auto di sua esclusiva proprietà, e la famiglia risparmierebbe su due veicoli. È esattamente questo il passaggio che la norma non chiarisce. Le indicazioni riportate dall’ACI confermano che, al momento, non è possibile stabilire in anticipo quale soluzione verrà adottata, e per questo l’ente sollecita un chiarimento ufficiale da parte degli organi istituzionali competenti.
Assicurazione, vendite e passaggi di proprietà: gli altri dubbi
Le incertezze non finiscono qui. L’esenzione bollo 2027 presenta punti oscuri anche sul fronte assicurativo. Non è ancora chiaro, ad esempio, in quale momento debba essere verificata la presenza della copertura RCA, né come vadano trattati i veicoli con polizza sospesa per alcuni mesi o assicurati solo in determinati periodi dell’anno, come spesso accade per le moto.
Altri interrogativi riguardano le auto vendute, rottamate o acquistate nel corso del 2027. La norma non dice se il beneficio resti legato al singolo veicolo oppure alla persona che ne era proprietaria, né se possa essere trasferito su una macchina comprata successivamente. Sono dettagli che pesano ancora di più sulle cointestazioni: un cambio di proprietà durante l’anno potrebbe rendere ancora più complicato capire chi abbia effettivamente utilizzato l’agevolazione.
Cosa fare adesso
Allo stato attuale, quindi, alla nostra domanda iniziale non si può rispondere con un semplice sì o no. L’esenzione sulla vettura cointestata non può essere attribuita a uno solo dei coniugi sulla base di un accordo privato tra i due. Allo stesso tempo, non si può nemmeno affermare con certezza che usare il beneficio sull’auto comune impedisca a entrambi di sfruttarlo su un altro mezzo. È proprio la disciplina delle cointestazioni a richiedere istruzioni operative ulteriori.

Vai alla Fonte