Pubblicato il: 28/09/2026
Un'imposta sostitutiva al posto dell'Irpef ordinaria
L'idea di fondo è piuttosto semplice, ma al contempo complessa in relazione agli equilibri di finanza pubblica. Oggi la tredicesima confluisce nel reddito complessivo del mese in cui viene erogata e sconta, di fatto, le stesse aliquote Irpef progressive applicate allo stipendio ordinario, che su questa mensilità aggiuntiva possono superare il 20%. La proposta allo studio introdurrebbe al suo posto un'imposta sostitutiva a percentuale fissa, individuata per ora in una forbice tra il 10 e il 15%, sganciata dagli scaglioni ordinari e applicata separatamente su questo solo importo.
Il prelievo più leggero si tradurrebbe in un risparmio immediato, visibile proprio sul cedolino di dicembre, tradizionalmente il più atteso dell'anno da chi deve far fronte alle spese delle festività.
La soglia di reddito e chi ha presentato la proposta
A portare la proposta in Parlamento è Marco Osnato, esponente di Fratelli d'Italia, che ha fissato a 15.000 euro annui il tetto di reddito sotto il quale scatterebbe l'aliquota del 15%. L'obiettivo dichiarato, in una seconda fase, sarebbe abbassare ulteriormente il prelievo al 10% e allargare la platea dei beneficiari oltre quella prima soglia, nei limiti di quanto il bilancio pubblico riuscirà a sostenere. Il costo per le casse pubbliche di questo primo intervento è stato quantificato in circa 500 milioni di euro, cifra che nei prossimi mesi dovrà trovare copertura nel quadro complessivo della manovra.
La strada più ambiziosa di Forza Italia
Sul fronte opposto della maggioranza, pur con lo stesso obiettivo di alleggerire il carico fiscale sulla tredicesima, si muove Forza Italia. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha rilanciato l'ipotesi di una detassazione totale, fino al 100%, riservata almeno ai redditi più bassi. Una misura più incisiva rispetto a quella di Osnato, ma anche più onerosa per il bilancio pubblico e, come tale, condizionata al reperimento di coperture finanziarie sufficienti a sostenerla.
L'effetto pratico per chi porta a casa lo stipendio
Per un lavoratore dipendente con reddito annuo vicino al tetto dei 15.000 euro, sostituire un prelievo Irpef ordinario con un'aliquota fissa del 15% o del 10% significa vedere una quota maggiore della tredicesima restare in busta paga invece che finire in ritenuta fiscale. Non si tratta propriamente di un aumento dello stipendio lordo, quanto di una tassazione più leggera sullo stesso importo, ma per chi la riceve a dicembre l'effetto concreto è del tutto equivalente a un aumento netto. L'entità esatta del beneficio, tra i 200 e i 500 euro indicati dai proponenti, dipenderà dal livello di reddito individuale e dall'aliquota che verrà infine confermata in sede di manovra.
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