Pubblicato il: 27/09/2026
Anche un docente precario che lavora per poche ore alla settimana può avere diritto all'intero importo della Carta del Docente. Lo ha stabilito il Tribunale di Varese con la sentenza n. 175/2026, riconoscendo a un insegnante 500 euro per l'anno scolastico 2023/2024, oltre agli interessi e alle spese legali.
La particolarità della pronuncia riguarda proprio l'orario estremamente ridotto. L'insegnante aveva infatti ottenuto una supplenza fino al 30 giugno 2024, quindi fino al termine delle attività didattiche, ma con uno spezzone di appena un paio d'ore alla settimana per conversazione in lingua francese.
Il rapporto di lavoro, a tempo determinato, era iniziato il 22 novembre 2023 e si era concluso il 30 giugno 2024. Nonostante la durata della supplenza e lo svolgimento dell'attività didattica, al lavoratore non era stata attribuita la Carta del Docente. Dopo una diffida rimasta senza risposta, l'uomo si è rivolto al giudice chiedendo il riconoscimento della somma destinata alla formazione e all'aggiornamento professionale.
E, come accennato, il Tribunale di Varese ha accolto il suo ricorso, riconoscendo il beneficio nella sua misura piena. La vicenda giudiziaria tra il prof e il Ministero si inserisce nel più ampio contenzioso sul diritto alla Carta del Docente per gli insegnanti precari.
Già la Cassazione, con la sentenza n. 29961/2023, ha riconosciuto il diritto al beneficio ai precari con incarichi annuali fino al 31 agosto e con supplenze fino al termine delle attività didattiche, cioè al 30 giugno. La Corte ha ritenuto che – per queste tipologie di incarico – la prestazione sia comparabile a quella dei docenti di ruolo e che la sola natura a tempo determinato del rapporto non possa giustificare un peggior trattamento. Alla base vi è anche il principio di non discriminazione previsto dalla Direttiva 1999/70/CE sui rapporti di lavoro a tempo determinato.
Come è noto, la Carta del Docente nasce dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 ed è destinata alla formazione e all'aggiornamento professionale. La giurisprudenza ha progressivamente escluso che la sola natura precaria del rapporto possa impedire l'accesso al beneficio, da parte dei professori. Ora la citata sentenza del Tribunale di Varese fa un passo oltre, riconoscendo l'intero importo di 500 euro anche a fronte di sole due ore di insegnamento settimanali. Il giudice ha ritenuto sufficiente, nel caso concreto, la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della Carta, senza applicare una riduzione proporzionale all'orario di servizio.
Tuttavia la pronuncia di Varese non significa necessariamente che il diritto ai 500 euro integrali sia ormai definitivamente stabilito per qualsiasi docente con uno spezzone minimo. Sulla misura della Carta, nei rapporti a tempo determinato con un orario particolarmente ridotto, è infatti intervenuta la Suprema Corte. Con l'ordinanza interlocutoria 24317/2026, i giudici di piazza Cavour hanno rimesso alla Corte di Giustizia dell'UE alcune questioni riguardanti i docenti a tempo determinato con un part-time inferiore al 50% dell'orario settimanale. Tra i quesiti sottoposti ai giudici europei c'è proprio quello relativo alla possibilità che la Carta debba essere riconosciuta nello stesso importo previsto per il tempo pieno, oppure secondo un criterio proporzionale all'orario lavorato.
La sentenza di Varese rappresenta oggi una pronuncia favorevole al docente nel caso concreto, ma la questione generale sull'importo spettante ai titolari di micro-spezzoni resta tuttora oggetto di esame.
Peraltro, nel caso esaminato dal giudice lombardo, il docente risultava ancora inserito nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per l'anno scolastico 2025/2026. Per questo il giudice ha disposto l'attribuzione della Carta elettronica, invece di riconoscere una somma equivalente a titolo di semplice risarcimento. Il Ministero è stato altresì condannato a pagare circa 700 euro di spese legali, oltre agli accessori di legge.
In definitiva, la sentenza n. 175/2026 aggiunge così un ulteriore tassello al contenzioso sulla Carta del Docente: dopo il riconoscimento del beneficio ai precari con supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, il confronto giudiziario riguarda ora anche la misura della Carta per chi lavora con spezzoni orari particolarmente ridotti.
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