Pubblicato il: 26/09/2026
Chi può ottenere il nuovo contributo sulla bolletta elettrica
Il beneficio riguarda i clienti domestici residenti con un Isee non superiore a 25.000 euro, a patto che il nucleo familiare non usufruisca già del bonus sociale elettrico ordinario. Quest'ultimo resta una misura distinta, riconosciuta automaticamente a chi rientra in soglie di reddito più basse. In base ai requisiti, può estendersi anche alle forniture di gas e acqua. Chi ne beneficia già è, quindi, escluso dal nuovo sconto.
All'interno del tetto dei 25.000 euro, il legislatore ha distinto tre fasce. Rientrano nella prima le famiglie con meno di quattro figli a carico e un Isee compreso tra 9.796 e 15.000 euro. La seconda fascia riguarda ancora i nuclei con meno di quattro figli, ma con un Isee superiore a 15.000 euro e fino a 25.000 euro. La terza è riservata alle famiglie numerose, cioè con almeno quattro figli a carico, il cui Isee si colloca tra 20.000 e 25.000 euro. Per questi ultimi nuclei la soglia minima di accesso risulta più alta rispetto alle altre due categorie, perché al di sotto dei 20.000 euro scatta già il bonus sociale ordinario riservato alle famiglie numerose.
I vincoli sulla fornitura e sull'intestatario del contratto
Oltre al limite reddituale, la norma pone condizioni precise sull'utenza. Deve trattarsi di una fornitura domestica, attiva, collegata all'abitazione di residenza. L'intestatario del contratto deve coincidere con chi ha presentato la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) utilizzata per calcolare l'Isee e deve inoltre risultare componente del nucleo familiare indicato nell'attestazione. Per le utenze attivate nel corso dell'anno, il contratto deve essere operativo entro il 31 maggio 2026. Chi si allaccia dopo questa data perde il diritto al contributo, indipendentemente dal proprio Isee.
Le soglie di consumo e il valore dello sconto
Il possesso dei requisiti reddituali non basta a garantire il beneficio. La norma impone anche due limiti di consumo elettrico, riferiti alla fornitura dell'abitazione principale. Per le utenze già attive, il consumo del primo bimestre 2026, cioè tra gennaio e febbraio, non può superare 500 kWh; per quelle attivate successivamente, la verifica avviene sul primo bimestre completo disponibile dopo l'attivazione. A questo si aggiunge una soglia annuale, calcolata sui 12 mesi precedenti la fine del bimestre di riferimento, entro la quale il consumo complessivo non deve oltrepassare 3.000 kWh. Il rispetto di entrambe le soglie è condizione necessaria. Chi ne supera anche una sola perde il diritto al contributo, pur rientrando correttamente in una delle tre fasce Isee previste.
Dal punto di vista dell'importo, lo sconto varia in base ai consumi rilevati nel bimestre di riferimento e al valore della componente energia del servizio di maggior tutela. Per consumi intorno a 150 kWh l'agevolazione si attesta su circa 18 euro, per consumi intorno a 300 kWh sale a circa 36 euro; per consumi vicini a 500 kWh arriva fino a quasi 60 euro.
Il caso limite tra 499 e 500 kWh
Che cosa succede a chi supera quella soglia anche di un solo kWh? Con 499 kWh il consumatore ottiene lo sconto più alto previsto dal meccanismo, ma con 500 kWh esatti perde il diritto all'intero contributo. È un dettaglio a cui prestare attenzione, perché una minima oscillazione nei consumi può fare la differenza tra ricevere quasi 60 euro e non ricevere nulla. Va inoltre chiarito che la misura riguarda esclusivamente la fornitura elettrica, dal momento che non è previsto alcuno sconto analogo sulla bolletta del gas.
Come arriva lo sconto, senza bisogno di presentare domanda
Il riconoscimento del bonus è molto semplice, perché non richiede alcuna iniziativa da parte del consumatore. Non serve compilare moduli né inoltrare richieste al proprio venditore. Gli aventi diritto vengono individuati incrociando i dati della DSU e dell'attestazione Isee con le informazioni detenute dall'Inps e dal Sistema informativo integrato, gestito da Acquirente Unico. È l'Arera a comunicare, poi, i nominativi ai venditori che hanno scelto di aderire volontariamente all'iniziativa. Non tutte le imprese fornitrici, infatti, sono tenute a partecipare. Per chi rientra tra i beneficiari e ha un fornitore aderente, lo sconto dovrebbe comparire direttamente nella prima bolletta utile.
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