Pubblicato il: 26/08/2026

Rendere le strade italiane più sicure: è questo l'obiettivo dichiarato della proposta di modifica del Codice della strada elaborata dal Ministero dei Trasporti, in collaborazione con il Ministero dell'Interno. Il testo, che rientra nel più ampio progetto di riforma del Codice affidato al Governo dalla legge 177 del 2024, è attualmente all'esame di operatori e associazioni di categoria: circa un centinaio di soggetti sono stati coinvolti in una consultazione pubblica che si concluderà il 13 settembre 2026, termine entro il quale sarà possibile presentare osservazioni e proposte di modifica.
Tra i temi al centro del dibattito compare, per la prima volta, un articolo dedicato in modo specifico alla distrazione alla guida, individuata dalle rilevazioni Istat come una delle cause principali di incidenti e decessi sulle strade del Paese. Definire con precisione cosa si intenda per distrazione non è semplice: non riguarda solo l'uso del telefono, ma anche la gestione dei numerosi dispositivi elettronici di bordo presenti sulle auto di ultima generazione, la cui interazione richiede un'attenzione ben diversa da quella necessaria per premere un pulsante.
Il legislatore, con questa proposta, intende però ricomprendere qualsiasi comportamento che comporti un calo di attenzione sulla circolazione, sia che avvenga guardando direttamente fuori dal veicolo sia attraverso gli specchietti retrovisori.
Le sanzioni oggi in vigore e cosa cambierà
Attualmente, il Codice della strada punisce la guida distratta con una multa fino a 150 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Quando la distrazione deriva dall'uso di un apparecchio elettronico – la cui utilizzazione alla guida è vietata dall'art. 173 del Codice della strada – la sanzione sale e va da 250 a 1.000 euro, con decurtazione di 5 punti e sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. In caso di recidiva entro due anni, l'importo cresce ulteriormente, arrivando fino a 1.400 euro, con 10 punti decurtati e sospensione della patente da uno a tre mesi.
La proposta in discussione introduce invece quattro distinte fattispecie, ciascuna con una propria sanzione: l'utilizzo di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni comporterà una multa di 250 euro, la perdita di 5 punti e 15 giorni di divieto di guida; la stessa sanzione si applicherà a chi viene sorpreso a usare smartphone, computer portatili o tablet mentre è alla guida. Per l'uso delle cuffie è prevista una multa di 150 euro con decurtazione di 5 punti, mentre chi utilizza dispositivi che permettono la riproduzione di filmati sugli schermi digitali del veicolo, aggirando i blocchi imposti dal costruttore, rischierà una multa di 250 euro e la perdita di 5 punti. Quest'ultima ipotesi rappresenta una vera novità, perché non è oggi disciplinata dal Codice, ma riguarda un fenomeno in rapida diffusione.
Le nuove regole, va sottolineato, si applicheranno per la prima volta anche agli istruttori di guida che accompagnano i neopatentati muniti di foglio rosa.
I numeri della distrazione al volante
Secondo le rilevazioni Istat, la distrazione alla guida è responsabile in Italia di quasi un incidente su sei. Il fattore di rischio principale resta l'uso dello smartphone, un singolo gesto capace di generare contemporaneamente quattro tipi diversi di distrazione:
  • quella visiva, perché lo sguardo si sposta dalla strada allo schermo;
  • quella manuale, dato che digitare richiede di staccare le mani dal volante;
  • quella uditiva, perché si riduce l'attenzione ai suoni dell'ambiente stradale e,
  • infine, quella cognitiva, poiché la mente del conducente si allontana dalla guida.

Questi quattro elementi combinati spiegano perché lo smartphone venga considerato il dispositivo più pericoloso tra quelli oggetto della nuova regolamentazione.
Cosa dice la Cassazione sull'uso del telefono in auto
Su questo tema è intervenuta anche la Corte di Cassazione, che con l'ordinanza n. 23331 del 23 ottobre 2020 ha chiarito la portata del divieto previsto dal Codice della strada. Secondo i giudici di legittimità, il divieto di utilizzo di apparecchi radiotelefonici resta valido anche durante le soste imposte dalla circolazione, come ad esempio l'attesa a un semaforo rosso o il fermo in un ingorgo, situazioni nelle quali il veicolo è comunque considerato in marcia.
Diverso il discorso per le auto regolarmente parcheggiate, unico caso in cui l'uso del cellulare non incontra le restrizioni previste dalla norma. Questo orientamento giurisprudenziale conferma l'impostazione rigorosa che il legislatore intende ora consolidare con la riforma, ampliando il numero di situazioni sanzionabili e uniformando le pene per ciascuna di esse.


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