Pubblicato il: 07/11/2026
La novità è contenuta nell’articolo 123 dello schema di decreto legislativo che riscrive il Codice della strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri e ora all’esame del Parlamento. Prevede che la stessa infrazione possa costare di più a seconda di chi viaggia nell’abitacolo. Se in auto è presente un minore oppure una persona disabile, l’importo della sanzione viene maggiorato del 10%. L’idea alla base è che, quando a bordo ci sono passeggeri più fragili, un comportamento scorretto al volante diventa ancora più pericoloso e quindi merita una risposta più severa.
A spiegare la logica della norma è la Relazione illustrativa che accompagna il testo. Il Governo chiarisce che la disposizione attua uno dei criteri fissati dalla legge delega, quello di rendere le sanzioni più personalizzate e più proporzionate. In pratica, si introduce un sistema di aumenti graduati che tiene conto di tre fattori: quanto è grave la condotta, quanto è rischioso il contesto in cui avviene la violazione e quali sono le condizioni del conducente o del veicolo. Non più, quindi, una multa uguale per tutti, ma un importo che si adatta alla situazione concreta.
Quali infrazioni fanno scattare l’aumento e quali no
La maggiorazione non riguarda indistintamente tutte le multe. Si applica alle sanzioni amministrative pecuniarie elencate nella tabella allegata al nuovo Codice e relative alle violazioni dei titoli II, III e IV. Si tratta, in sostanza, delle norme che regolano la sicurezza della circolazione, cioè quelle che più di ogni altra servono a evitare incidenti.
Tra le infrazioni colpite ci sono quelle più diffuse e più pericolose: l’eccesso di velocità, il passaggio con il semaforo rosso, la mancata precedenza e l’uso del cellulare alla guida. Chi, ad esempio, sfreccia oltre il limite consentito con il figlio seduto sul sedile posteriore si troverà a pagare una cifra più alta rispetto a chi commette la stessa violazione viaggiando da solo.
Il legislatore ha però previsto anche alcune esclusioni importanti. L’aumento del 10% non si applica alla sosta a pagamento non saldata, al mancato pagamento del ticket per l’accesso alle Ztl e ai divieti di sosta o di fermata indicati dalla segnaletica. Si tratta di violazioni considerate meno legate al pericolo per le persone e che, per questo, restano fuori dal meccanismo delle maggiorazioni.
Stessa stangata per auto potenti, patenti con pochi punti e revisione scaduta
Il trasporto di minori o disabili non è l’unica condizione che fa salire la multa. Lo stesso aumento del 10% colpisce chi commette l’infrazione alla guida di un’autovettura di categoria M1 con una potenza superiore a 150 kilowatt, pari a circa 200 cavalli. Attenzione, perché non si parla solo di supercar: questa soglia può includere anche modelli piuttosto comuni, come diverse berline e Suv di fascia medio-alta in circolazione sulle nostre strade.
Conta poi anche lo stato della patente. L’incremento è previsto per il conducente che, nel momento in cui viene accertata la violazione, ha un saldo compreso tra dieci e diciannove punti, cioè meno di venti ma almeno dieci. Chi ha già perso qualche punto, dunque, rischia di pagare di più alla successiva infrazione.
Le altre ipotesi che fanno scattare la maggiorazione sono la recidiva, ovvero aver commesso la stessa violazione nei cinque anni precedenti, e la guida di un veicolo con la revisione scaduta da oltre sei mesi. Un messaggio chiaro a chi rimanda i controlli obbligatori della propria auto.
Come si calcola la multa maggiorata
Il meccanismo di calcolo è stato pensato per essere lineare. L’aumento del 10% si applica partendo dal minimo edittale, cioè dalla cifra più bassa prevista dalla legge per quella specifica violazione. Per fare un esempio concreto: se un’infrazione prevede una sanzione base di 250 euro, applicando la sola maggiorazione del 10% l’importo sale a 275 euro.
Può sembrare una differenza contenuta, ma va ricordato che si parla di infrazioni spesso già costose e che, nel caso di violazioni gravi come l’eccesso di velocità marcato, il 10% in più può tradursi in decine di euro aggiuntivi. Senza contare che l’obiettivo dichiarato della norma è proprio quello di scoraggiare i comportamenti a rischio, soprattutto quando a pagarne le conseguenze potrebbero essere i passeggeri più vulnerabili.
Quando entrano in vigore le nuove regole
Chi teme di ricevere da subito una multa più salata può, per ora, stare tranquillo. Le nuove disposizioni non sono ancora in vigore. Lo schema di decreto legislativo deve, infatti, completare l’iter dei pareri parlamentari e tornare poi al Governo per l’approvazione definitiva. Durante questo percorso il testo potrebbe subire modifiche, sia negli importi sia nelle condizioni che fanno scattare gli aumenti.
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